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Come superare la timidezza verso le fotografie

  • Michele Anici
  • 8 dic 2022
  • Tempo di lettura: 3 min

E non perdere soggetti interessanti

Quante volte il nostro occhio da fotografo ci suggerisce che una persona sarebbe perfetta come soggetto fotografico ma, ahimè, la sua timidezza gli impedisce di esprimere un incredibile potenziale (e lascia noi a bocca asciutta)?

Personalmente mi è accaduto spesso, ed essendo io stesso una persona che ha dovuto imparare a combattere la timidezza, ho potuto notare negli anni aspetti chiave che mi hanno aiutato a capire come poter superare questo tipo di scoglio, perlomeno nella maggior parte dei casi.


Senza perdere altro tempo quindi, ecco i miei suggerimenti per alleviare la timidezza di qualcuno di fronte all'obiettivo!


Ricordate: la timidezza è una cosa seria


Mai demoralizzare una persona timida: nessuno è capace di ogni cosa, e mostrare tatto e comprensione verso una caratteristica così sincera e legittima è il primo passo per vincere la fiducia del nostro interlocutore.

Insomma, sembra banale dirlo ma il rispetto è sempre la prima cosa che dovete dare.


Muoversi aiuta a scaricare la tensione


Chiaramente, se il tuo obiettivo è realizzare un ritratto, o comunque una foto molto specifica che prevede una posa fissa, probabilmente non sarà previsto il movimento del soggetto. Tuttavia, aldilà del mio personale piacere nel fotografare soggetti "a spasso" (se anche a te piace questo genere fotografico, ti invito a seguire il mio progetto Wandering cliccando qui) è molto utile muoversi, camminare, sfogare la propria tensione.

Prendi questo come un consiglio valido sia per te che per il tuo soggetto. Chiedigli di allontanarsi ed avvicinarsi a te in una serie di passeggiate, scatta, parla con lui in alcune di queste e mantieni la concentrazione in altre. Vedrai, il materiale ottenuto potrebbe nascondere un potenziale inaspettato.


I timidi notano molte cose, ma sono molto bravi a non farsene accorgere. - Toni Servillo

Dai un tocco personale


Esatto, mettiti in gioco in prima persona. Una dinamica del comportamento umano che entra in gioco spesso è quella del "se qualcuno ha già fatto qualcosa prima di me, allora potrei farlo anche io": in pratica, le persone si sentono più leggere quando non sono le prime a fare una qualsiasi cosa.

Racconta aneddoti (occhio a non esagerare però, o sembreranno storielle di fantasia) su di te o su precedenti shooting; la condivisione della timidezza, il non essere il solo a provare una tale emozione, aiuterà il protagonista dei tuoi scatti a sentirsi più a suo agio!


La fotografia è condivisone, dunque condividi


Sentirsi parte attiva di qualcosa rende più facile affrontarla. Se la persona con la quale stai scattando si sente in balia degli eventi, tenderà a chiudersi ancora di più in un atto di difesa.

Ti consiglio di renderla partecipe il più possibile allo shooting: in questo modo la metterai in uno stato di attività, nel quale si sentirà sempre più padrona di quel che sta succedendo.


Infine, lascia un ricordo


Questo mio ultimo consiglio è più per te che per il tuo soggetto. Forse ti sembrerà una frase melensa, ma avere un ricordo del legame che si è creato fra te e la persona che ha dedicato il suo tempo alle tue fotografie è qualcosa che non potrai mai replicare o trovare altrove. Se nasce un rapporto, anche piccolo, la timidezza inizierà ad essere un ostacolo sempre più piccolo ed abbordabile.


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